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Reflexology

Mi chiedono sempre come mai dopo i trattamenti riflessologici si sentono cosi sereni…..motivati…..con le sensazioni più armoniose,equilibrate,intense…… Raramente rispondo. Comprendono sorridendo con me il mio non dire e prenotano per la prossima Riflessologia…. Meglio Fare che Dire no? http://www.studiomedicom.it fktfrancescosquillino.wordpress.com

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Iridology

I nostri occhi così espressivi e vivi sono veramente lo specchio dell’anima? Un modo di dire o invero rispondente ad una qualche verità questo descrivere gli occhi …come finestre aperte sul mondo? Più conosciamo della Persona ed ancora ne siamo affascinati dalla meraviglia del creato e dai doni immensi che esso elargisce sotto forma di intuizioni, lezioni ,suggerimenti volti al bene dell’umano. Vi parlerò di una particolare forma di diagnosi di supporto alla medicina ufficiale e di straordinaria sensibilità percettiva in grado di preconizzare elementi spesso latenti e nascosti in noi….L’iridologia.

Una tecnica di indagine diagnostica fondata sullo studio dell’iride, porzione della membrana vascolare dell’occhio. L’iride è locato tra il cristallino e la cornea, colorata e di forma rotonda e con un diametro di circa 10 millimetri . Al suo centro si trova la pupilla, che si allarga e si restringe a seconda della luce presente e per l’azione dei muscoli circolari e radiali agendo come un diaframma nella macchina fotografica tradizionale.

iridLa storia dell’iridologia moderna è abbastanza curiosa e parliamo di iridologia moderna perché cenni di studi sull’iride risalgono a tempi molto antichi. La Iridologia nasce nel 1880 grazie a Ignaz Von Peczely anno 1826-1911, un medico omeopata ungherese che in quell’anno pubblicò la sua opera intitolata Introduzione allo studio della diagnosi attraverso gli occhi. Qualche anno più tardi, nel 1886, Von Peczely creò il primo schema topografico dell’iride. L’interesse di Von Peczely allo studio dell’iride è legato a una leggenda che narra come all’età di 12 anni, il futuro medico omeopata avesse catturato un gufo e l’uccello nel tentativo di fuggire dalla mano di Von Peczely, si spezzò una zampa. Il medico notò il formarsi di una macchia nell’iride, cosà che lo colpì molto. Più avanti negli anni, Von Peczely notò lo stesso fenomeno nell’iride umana. Nel tempo Von Peczely approfondì la questione, grazie anche ai suoi studi in medicina e comprese che era in grado di formulare una diagnosi attraverso l’osservazione degli occhi. Il concetto fondamentale insito nell’iridologia è quindi che l’iride sia specchio del corpo. L’iridologia è allora definita come una disciplina che esprime la conoscenza dello stato fisico e psichico della persona con una attenta osservazione dell’iride. L’utilizzo del termine “dichiara” però non è casuale in quanto sulla fondatezza scientifica dell’iridologia i dubbi sono molti e pesanti e non sono pochi gli studi che ne hanno provato l’inefficacia. Ma perché i fondamenti dell’iridologia possono apparire scientificamente nulli? È presto detto. La Iridologia è una disciplina basata sull’errore di mono causa e pretendere che tutto si rifletta sullo stato dell’iride è un esercizio di semplificazione che può attrarre solo le menti più semplici al pari dell’ l’analisi del capello o il mineralogramma.

L’iridologia è basata sull’assioma che le varie parti del corpo umano siano topograficamente rappresentate nell’iride e se in un organo del corpo è presente un problema, la zona dell’iride che corrisponde a tale organo mostrerebbe delle alterazioni di vario tipo come macchie, variazioni cromatiche, variazioni nella trama .Secondo gli iridologi sull’iride sarebbero visibili anche tutti i segni di patologie pregresse dichiarando di rilevare predisposizioni a particolari malattie. Secondo gli iridologi poi, essendo loro possibile prevedere determinate patologie, sarebbe giustificata un’azione preventiva nei confronti di tutte quelle malattie che potrebbero fare la propria manifestazione anche dopo un certo numero di anni.

La medicina scientifica ha da sempre trattato con estrema cautela le tesi su cui si basa l’iridologia sostenendo che nel corso di alcuni malattie si osservino variazioni cromatiche o strutturali di alcune parti dell’occhio è cosa praticamente nota da sempre .Diciamo che da qui ad affermare che esistano mappe iridologiche sulle quali è visualizzabile il riferimento topografico degli organi e degli apparati del corpo umano ce ne corre e nessuno è mai riuscito a dimostrarlo. Del resto non si vede come si potrebbe riuscire a farlo dal momento che, a meno di non rivoluzionare la medicina moderna, non esista una rete di fibre nervose che giustifichi determinate corrispondenze. Sarebbe anche interessante chiedere a qualche iridologo come mai i soggetti con gli occhi chiari e in particolar modo se questi sono azzurri sono più predisposti a uno stato di salute ottimale…Il concetto comunque da sottolineare è che l’iridologia è solo una tecnica che considera solo soggetti afflitti da un malessere generale blando dal quale il terapeuta nella valutazione del soggetto, leggendo nell’iride vede una patologia conclamata. L’iride diventa così un ausilio, una validazione personale del terapeuta che anziché ricorrere a esami “ufficiali” che ovviamente richiedono strumentazioni sofisticate e costose, si serve di un esame tutto sommato piuttosto sbrigativo . Se è un buon terapeuta proporrà cure ragionevoli.

Se per esempio volesse far mangiar meglio una persona ed eliminare tutta una serie di problemi, gli basterà dirle che è “sicuramente” intollerante a pane, pasta, formaggi, dolci e alcolici ottenendo una notevole riduzione calorica e una diminuzione del sovrappeso. Esiste anche una Iridologia Scientifica dove molti iridologi che si sono accorti dell’intrinseca debolezza della teoria hanno proposto evoluzioni più o meno scientifiche. Gli iridologi per decine di anni si sono impegnati nell’elaborazione di mappe tanto dettagliate quanto da perfezionare. Gli Iridologi attuali propongono di studiare anche la motilità dell’iride per ottenere maggiori informazioni. Quali i limiti dell’Iridologia? Sono quelli delle medicine alternative ricordando bene la differenza fra alternativo e complementare. Nel sito http://www.humandoctors.it una frase costituisce guida e strada maestra per una visione ampia ma rigorosamente scientifica nel considerare l’essere umano nelle sue affezioni e squilibri multifattoriali. Tutte le strade del benessere ci appartengono per forma, colore, dimensione ed Amore……E allora….Occhio….mi raccomando!

Francesco Alessandro Squillino
Febbraio 2014

Visit Card 2014 Dott.FKT Francesco Alessandro Squillino

La Riconoscenza

La Riconoscenza  è raccontata e donata universalmente ai regni del mondo  come sentimento e “raziocinante” attributo della nostra mente e dell’anima che “Riconosce” (nell’altro da se) un motivo di gratitudine e di rispetto. La Riconoscenza del beneficato arriva difficilmente fino al punto di perdonare al suo benefattore citava, Giovanni Papini anni addietro mentre la Riconoscenza della maggior parte degli uomini non è che un segreto desiderio di ricevere benefici maggiori replicava François de La Rochefoucauld.

 Ma se ci poniamo domande sulla Riconoscenza la prima di una lunga serie è senz’altro: Esiste in Natura? Secondo il notissimo Cesare Lombroso la Riconoscenza non esiste in natura ed è  dunque inutile pretenderla dagli uomini. Dalla famosa “Core Ingrato” celeberrima canzone che ha incantato Napoli e il Mondo non sono stati fatti sembrerebbe, visto il solipsismo dominante epocale, significativi passi avanti nella coltivazione ed accrescimento  di questa fondamentale espressione dell’essere, della nostra esistenza che nella grazia di un Dio ritrova pesi e misure di relazione umana altrimenti difficile ed oscura.

Dalla celebre Ethica di Baruch Spinoza apprendiamo che lo sforzo di fare bene a chi ci ama e si sforza di farci bene si chiama appunto Riconoscenza o Gratitudine ma è  anche evidente e manifesto che gli uomini sono molto più preparati alla vendetta che a ricambiare un beneficio. Carlo Maria Franzero  cita che nella nostra vita è più bello donare che ricevere perché la riconoscenza è il più noioso dei sentimenti ma in amore è poi l’opposto cioè  avere e non essere avuti.

Quindi sembrerebbe proseguendo il viaggio nella Gratitudine che la Riconoscenza sua stretta sorella sia come cita Filippo Facci, una responsabilità che alcuni non sanno reggere e che presto trasformeranno in rancore e spesso in vero furore. Saltando a piè pari nel tempo presente ci accorgiamo quanto di queste considerazioni sia vero ed immutato e di che pasta sia  la presunzione di coloro che sfruttando doni altrui a se utili e per se proficui  senza nemmeno ringraziare in un palese delirio che tutto sia dovuto tranne poi accorgersene quando perdono tale dono e continuano sulla strada di un narcisismo auto riferito e per lo più sterile e buio. Persino nel Talmud e nelle Sacre Scritture Veda la Riconoscenza espressa con un inchino profondo al Signore del Mondo racconta di come noi, senza Riconoscenza, siamo in contatto parziale e non esaustivo con il Divino perdendo ristoro e ampiezza spirituale ed armonia con tutte le cose create.

Si dice “Passata la processione passato o gabbato il Santo” mentre non si comprende che senza Gratitudine e generosa manifestazione di essa  ricorrente non abbiamo speranza alcuna di elevazione al meglio del sentire e del percepire l’infinito. Si dice anche che La Riconoscenza sia  memoria del cuore o se desideri riconoscenza  di non  fare mai favori, in un turbinio di contrastanti teorie dalla Gratitudine, alla Ingratitudine ed alla fine forse un doveroso Ringraziamento.

Una considerazione fondamentale dalla opere di A.Eisntein ci ricorda che generalmente nella vita chi non sà fare o creare nulla sceglie la via del “Critico” o del rimaneggiare senza alcuna necessità l’opera altrui non fosse altro come ammissione implicita di una latente mancanza di originalità personale e che mentre uccide qualsiasi forma poi di Riconoscenza del valore altrui dichiara unicamente invece il proprio disvalore. Al termine di questo mio veloce intenso diretto scrivere forse il pensiero del lettore potrà soffermarsi qualche istante e posare le mani sulle mani di chi nella nostra vita in silenzio e magari senza mai farlo notare ci aiuta, ci difende, ci protegge, ci ama. Magari con una piccola carezza grata. Buona Riconoscenza a Tutti!

 

Io sono Io

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Che cosa è il Potere? Cosa intendiamo tutti noi per Potere? Esiste una definizione generale del Potere? Chi detiene in genere il Potere e Chi o che Cosa è invece Oggetto di Potere? Che differenza esiste tra “Potere Su” e “Potere Di?” In questo articolo con certosina pazienza non scevra però da grande attenzione e curiosità cercheremo di percorrere insieme alcune delle strade che comunemente e per definizione attengono alla definizione di “Potere” Tutti noi ricordiamo forse sorridendo e meditando la celeberrima frase del film interpretato dal maestro Alberto Sordi nel film “Il Marchese del Grillo” che recitava: ”Perché …Io sono Io e Voi non siete un……Niente! Ovviamente diciamo “Niente” per usare un elegante metafora ma che ben rende l’idea di come sia impostato ed incistato nel mondo il più delle volte il rapporto tra chi esercita il potere e chi lo subisce o lo accetta anche malamente se non può farne a meno pena sanzioni e punizioni di vario genere e natura spesso esagerate e ingiuste. Nei secoli il potere ha trasformato pur mantenendo la sua essenza il suo volto e la sua multiforme penetrazione sociale e socio economica differendo tempi e modi di espressione e diversificando le modalità di contatto con quelli che si possono definire soggetti ed oggetti di potere. Quello che possiamo rilevare è che la quasi totalità delle persone riconosce oggi decisamente al potere due caratteristiche assai ricorrenti e quasi patognomiche: “La Cecità e la Rigidità”. Infatti possiamo pensare a quante volte abbiamo usato espressioni come “potere cieco “o “rigido” domandandoci il perché di queste caratteristiche invero spiacevoli ed odiose di un certo tipo di potere.

Il potere quando non trae la sua origine dalla umana sensibilità e necessità vitale equilibrata calibrata nella sua essenza meditativa non violenta può divenire spesso come “sonno della ragione” un mostro difficile da fermare una volta generato e sfuggito al controllo del buon senso dei popoli e delle genti del pianeta. La storia dell’umanità è permeata dal concetto di potere. Il Potere inoltre come esorcismo millenario della morte sembra funzionare bene solo nella mente ingenua di coloro che cercano l’immortalità o desiderano lasciare una traccia dopo la loro dipartita ma spesso come la storia insegna tale traccia è intrisa in abbondanza del sangue delle genti e dei popoli per non parlare di quello degli innocenti versato ad ettolitri per gratificare l’umana brama di potere.

Considerato come <Maya> per gli Indù cioè un mondo di potere illusorio e nella “Impermanenza” del Buddismo il potere sembra perdere fascino almeno per un istante quando meditando ci sediamo a pensare che giunti in questo mondo dobbiamo poi lasciarlo e che tutto il potere del mondo non potrà evitarlo nonostante le nostre buffe ma legittime convinzioni. Il grande Alexander Lowen mio maestro tra tanti e padre della Bioenergetica esprimeva il concetto fondante che il potere è in fin dei conti una protesi che l’uomo scambia per il vero potere che è invece quello naturale dell’armonia fisica e mentale in sinergia con tutte le cose del creato vera fonte dell’energia che risiede dentro il nostro cuore, nell’intimo della nostra vera natura animale ed umana. I Monaci tibetani dicono riferendosi al Potere che “Durezza e Rigidità” sono figli della Morte mentre “Dolcezza e Duttilità” sono i figli della Vita … Per tornare a casa in questo viaggio rapido ma intenso nel Potere ci piace ricordare un film cult “Indagine su di Un Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto” interpretato dal grandissimo attore Gian Maria Volonté dove si evince chiaramente la natura spesso narcisistica, auto riferita ed autoreferenziale del potere che alla fine rende conto solo unicamente a se stesso sia della sua genesi che della sua impunita proliferazione ed applicazione senza controllo né limite evidente.

Il nostro amatissimo Pontefice Francesco non a caso di recente ha posto l’accento fortemente sulla responsabilità dei gestori del potere mondiale nei confronti dell’umanità ed ha esortato a comprendere che il potere è nulla se paragonato a quello della fede e dell’amore per noi stessi e per il prossimo. Il pianeta sta evolvendo nei suoi equilibri ad una velocità vertiginosa e occorrerà ben presto, prestissimo ridisegnare una topografia del potere esercitato più equa nel mondo ridistribuendo e considerando nuovi equilibri e mappe sociali pena la tenuta delle coesioni popolari già oggi a grave rischio di esplosione e di rivolta come già del resto accade sotto gli occhi di tutti. Siamo interdipendenti al mondo lo si voglia o no e la favola  vergognosa ancora raccontata dal potere sul vantaggio dei pochi a danno dei molti rischia di essere un disastro di proporzioni bibliche se non svelato nella sua fallace essenza senza futuro alcuno. Non esiste altra via che ridistribuire come nell’opera del buon padre di famiglia ricchezze e possibilità all’umanità intera se vogliamo salvarci da una catastrofe indicibile. Ora naturalmente molti diranno che il potere è di per sé neutrale e senza direzione precisa in fin dei conti. Non sbagliano. Difatti come un coltello che  può servire come utensile a vivere bene usato male può dare la morte, così il potere nelle mani sagge aiuta ed  in quelle sconsiderate ,distrugge. Siamo sommersi da regolamenti e leggi spesso vecchie come il cucco mai più riadattate o riviste alla luce dei cambiamenti dinamici costanti del nostro mondo in continua evoluzione ed abbiamo costruito dei Terminator virtuali  e non che si animano spesso di vita propria rendendoci la vita un vero inferno. In questo dobbiamo dire che siamo davvero bravi e come riusciamo a rovinarci la vita nemmeno ad Harvard lo insegnano così  bene. Quindi il Potere come entità astratta non esiste. Esistono invece le nostre azioni che hanno di volta in volta differente potere come gli sciamani ricordano e se ben dirette possono fare grandi cose per noi e per gli altri. La storia insegna con il suo  “Sic Transit  Gloria Mundi “che nulla del potere resta e come dicono i sacri testi noi camminiamo calpestando la polvere dei nostri avi che pure furono persone di potere ma che ormai sono nell’immenso spazio del divino. Il” Potere Su” implica un rapporto unidirezionale in cui vengono dati ordini e dettate regole che qualcuno deve accettare mentre il “Potere Di” è caratterizzato dal dialogo, dalla comprensione e  dalla regola congiunta e concertata in pace ed armonia. A Noi tutti la libera scelta. Ma…Occhio….gente  perché ne và della nostra vita e quella dell’umanità intera. Un giorno un uomo chiamato Gesù fu condotto dal governatore delle province il quale ben conscio del suo potere lo apostrofò chiedendo se riconoscesse il suo potere mentre era in stracci al centro del vestibolo e lo ingombrava. Gesù lo guardò negli occhi e disse: “Tu non hai niente nelle tue mani e ogni cosa viene e ti è stata data dal Padre Mio che è nei Cieli”……Questo dovremmo ben comprendere quando ragioniamo sul Potere e sulla sua terrena essenza.. ..Che non esiste Potere più grande ed immenso di quello della nostra Fede  di quello dell’Amore e della nostra Anima.

Francesco Alessandro Squillino 15 luglio 2013

 

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L’Amore va Oltre….(Riabilitazione Oncologica)

L’Amore va Oltre

Scritto da

 

 

amore-va-oltrePer mia diretta esperienza professionale e invero sostenuto dalla Equipe Medica tutta con la quale collaboro, considereremo oggi un argomento molto delicato in questo breve articolo che confido ricco di alcuni importanti  riflessioni connesse ad una speciale, oggi più che mai, efficace branca della terapia e dei trattamenti possibili in Riabilitazione Fisica/Globale o in Fisio_Neuro Riabilitazione: la Riabilitazione Oncologica. Disciplina quest’ultima in continua evoluzione, come porzione fondamentale ad integrazione di un utile progetto complessivo nel trattamento del paziente oncologico.

Nel nostro tempo il prolungamento della vita media individuale unita ad una aumentata possibilità concreta di sopravvivenza dei pazienti neoplastici, grazie alle recenti metodologie nella prevenzione e nella diagnosi precoce, ha  portato ad una conseguente e naturale domanda di benessere e di sostegno da parte dei soggetti ammalati e delle loro famiglie  con  relativa formulazione di protocolli riabilitativi personali dedicati. La Chirurgia, la Radioterapia e le Metodiche Curative e Contenitive delle patologie a sfondo e presenza tumorale se pur indispensabili recano inevitabilmente spesso con se danni funzionali e strutturali fisici e/o neurologici talora permanenti quando non invalidanti. Vengono infatti ad essere interessati in vario grado ed entità tutti i distretti ed i patterns muscolari  del paziente con lesioni più o meno estese e/o pronunciate a vari livelli ossei, delle strutture nervose, delle strutture vascolari e via dicendo. Occorre quindi su indicazione precisa ed in sinergia con la Equipe Medica Multidisciplinare Curante, tentare di riequilibrare ,nel divenire patologico, le strutture anatomo-funzionali  alterate dei pazienti contrastando il più possibile  la serie di compromissioni a livello propriocettivo, esocettivo, nocicettivo ed annesse complicanze posturali complessive, respiratorie, neurologiche, anatomo-relazionali.

La Riabilitazione Oncologica quindi fonda la sua validità ed il suo valido principio terapeutico come tentativo offerto al  paziente di un miglior mantenimento fisico globale stimolandolo ad un maggior benessere laddove possibile, mitigando cronicità, stereotipie ed incrementando risorse reattive salutari. Primo passo è quindi certo quello di considerare in primis il quadro generale posturale e motorio del paziente stesso effettuando valutazioni mediche congiunte sulle motricità residue esistenti rilevando possibilità di performance energetiche ancora esprimibili nel tentativo razionale di attuare i migliori equilibri psico-fisici ottenibili  con costanza nella continua evoluzione della patologia. Questo per favorire al massimo una qualità di vita migliore al più alto standard ottenibile anche nelle fasi terminali della malattia.

La riabilitazione oncologica quindi a seconda della patologia presente verrà calibrata ad personam come  “Riabilitazione Adeguata” e che vedrà in una miscellanea di elementi medici sinergici il suo fondamentale iter. Come detto in precedenza si attueranno da parte del Fisio-Neuro _ Riabilitatore valutazioni  funzionali del paziente e dello stato di malattia per tutto il tempo della patologia. A seguito degli interventi chirurgici, terapie palliative e non e durante tutto il follow-up osserveremo parametri fondamentali  come ad esempio per citarne uno lo stato cardio-circolatorio presente che la specialistica cardiologica suggerirà e rilevando e/o eventuali patologie concomitanti. Inoltre valuteremo nel paziente la fondamentale dinamica respiratoria di base, la funzionalità articolare(ROM) e muscolare relate all’entità e tipologia dei deficit presenti, il dolore e la stasi linfatica e/o le limitazioni articolari e/o i deficit neuro-muscolari che rivestono complessivamente particolare importanza per la scelta del  protocollo riabilitativo che verrà somministrato. Siamo in un campo di altissima specializzazione riabilitativa e relazionale poiché il processo riabilitativo in oncologia è davvero fondante ed oltremodo utile per favorire un mantenimento globale adeguato progressivo del paziente.

Il settore sociale, sanitario, economico e lavorativo ed una migliore prospettiva nel percorso del paziente sono poi risultanze evidenti di questo necessario e valido processo riabilitativo a sostegno del paziente oncologico specie nella rieducazione post-chirurgica con procedure speciali  e rapide. La relazione sana che si stabilisce inoltre tra terapista e paziente è inoltre un aspetto anche se delicato, portatore di sicuro sgravio di insicurezze fisiche e malesseri a volte pluri-concomitanti in vario grado ed entità nei pazienti .Per diretta osservazione ed esperienza posso affermare che tutto quanto sopra espresso non è mai, mai un compito facile per gli straordinari Medici Specialisti Oncologi e non e per gli Psicologi come per i Fisio-Neuro-Riabilitatori e Terapisti, oltre che per il Personale Infermieristico sempre di eccezionale valore e dedizione assieme a tutte le figure professionali che dedicano la loro vita ed il loro tempo ai pazienti  oncologici. Il Personale Medico dell’ Hospice S. Antonio da Padova di Roma opera in un mondo assai complesso  pur essendo perfettamente inserito in armonia nel tessuto connettivo della capitale oltre regionale. Un mondo fatto oltre che di indiscussa riconosciuta professionalità soprattutto portatore di tutte quelle istanze interiori e qualità umane ed esistenziali che tentano  da sempre di riconciliare l’essere umano con il grande mistero della vita e del suo termine. Diretto con dedizione ed esperienza dalla Dott.ssa Margherita Salerno (Dirigente Responsabile della Struttura di eccellenza del S. Antonio da Padova) prosegue da anni ormai incessante l’accoglienza, la cura ed il sostegno a 360°dei pazienti seguiti in modalità completa dallo Staff  Medico ed Infermieristico oltre che Psicologico ed in Assistenza Sociale e Domiciliare..

Il Servizio di Accettazione vede poi personale specializzato in problem-solving e accoglienza sia telefonica che telematica. Certo solo un brevissimo articolo questo mio come componente redazionale di  www.scienze-naturali.it  ma che di certo porterà nel cuore del lettore una riflessione dolce e spero profonda rivolta a coloro che lottano con un male assai multiforme e spesso inafferrabile. Crediamo con fede ed umiltà che anche i piccoli risultati come alle volte i più grandi grazie a Dio, tesi ad alleviare e curare le sofferenze dei pazienti rappresentino il più bel dono da presentare alla vita anche quando essa risulta tanto oscura ed incomprensibile sottoponendo l’essere umano a così  dure ed a volte inenarrabili esistenziali vicende. Un grazie di vero cuore va inoltre al Gruppo Imprenditoriale di Gestione e Direzione dell’Hospice S. Antonio da  Padova e non solo e che nei decenni ha privilegiato e condotto così sensibilmente e professionalmente un settore  tanto indispensabile e fondante della nostra comune realtà socio-sanitaria nazionale.

Francesco Alessandro Squillino Fisioterapia della riabilitazione 20 giugno 2013

 

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The Time Line

<The Time Line>  La Linea del Tempo

Scritto dal Dott.FKT 

Siamo così abituati a viverci dentro immersi in frazioni di secondi, minuti, ore e millenni che spesso “non abbiamo appunto tempo” per considerare questo fondamentale scandire di momenti e di eventi che in un senso o l’altro definiamo con un leggero brivido nel dirlo, il “Nostro Tempo”.Quante volte abbiamo ascoltato proverbi come” chi ha tempo non aspetti tempo”, oppure” Tempo  Scaduto” ,o ancora” I Bei Tempi di una Volta” e via discorrendo per mille e mille esempi ancora che potrebbero nella Notte dei Tempi illuminarci riportandoci a Tempi Antichi o a Tempi passati o Futuri…Un vecchio stanco dice il poeta è  il Dio Tempo Kronos che semina largo il grano e sputa sul limitare del campo arato tra un sospiro ed una litania trascinando con fatica il fardello del mondo.. Ma non perdiamo appunto Tempo in semplici parole se pur lievi e misteriose e rivolgiamo la nostra attenzione a Kronos il Dio del Tempo. Sulla traccia del tempo nella memoria a breve termine MBT e in quella a lungo termine MLT sono contenuti pensieri in ordine cronologico sequenziale e i  nostri intimi ricordi come in una sorta di album di famiglia, un magazzino pieno di ogni immagine e sensazione legata al tempo trascorso appunto ma anche in anticipazione al tempo futuro. Oggi poi a ben vedere  la sequenza temporale che viviamo è di solito parossistica, accelerata  senza respiro come si suol dire.

Il tempo che oggi noi tutti viviamo appare come coordinato ed interconnesso ma la solitudine temporale e comunicativa dell’essere umano è aumentata in modo drammatico per una  nuova paradossale dinamica sociale che sostituisce Avatar come in Second Life a persone in carne ed ossa. I mezzi di comunicazione di fatto per sofisticati e perfetti che siano non possono mai sostituire il contatto umano nel senso comune del termine fatto di contatto diretto, percezioni, emozioni, segnali verbali e non verbali e sensoriali. Il Tempo quindi alla pura speculazione filosofica si contrae e si dilata a seconda della pienezza percepita dall’essere e dalla sensazione di ripartizione cronologica di eventi ed azioni compiute e da compiere. Esiste poi una acquisita modalità sociale per la quale esiste un certo tempo per alcuni eventi ed altro tempo per altri.

Un tempo per vivere quindi e uno per non esserci, uno per sentirsi giovani ed un tempo di serietà nella maturità, un tempo per nascere e far nascere ed un tempo per dimenticare e cosi via in una sorta di scansione perpetua del tempo per ogni circostanza e considerazione. Stranamente però il non seguire spesso ed in maniera ossequiosa il “tempo stabilito” permette straordinarie esperienze e realtà concrete altrimenti impossibili .La trasgressione temporale appare allora come una irrinunciabile prassi alla vita e per la vita. Esiste una concezione del rispetto del proprio tempo e di quello altrui nella nostra società? Questo è un argomento assai delicato in quanto non sembra proprio che sottrarre del tempo agli altri abbia in noi un qualche riconoscimento del valore e della importanza dell’argomento.

Spesso dimentichiamo che il Tempo Fugge e non ritorna e quindi equivale ad un furto vero e proprio non attribuire un valore a chi dona a noi il suo tempo e che nessuno in fin dei conti è obbligato a cederlo sempre gratuitamente o per diritto naturale. Il Tempo quindi permea tutte le nostre istanze esistenziali e ne stabilisce ritmi e dosa sapientemente finalità ed obiettivi donandoci momenti felici e drammatici dal grande dispenser universale origine di ogni cosa. Quante volte guardiamo l’orologio al polso durante la giornata? Quanto spesso facciamo un rapido calcolo del tempo che ci occorre per raggiungere una meta o una destinazione? O come ci poniamo di fronte ad una scelta temporale di un evento privilegiandolo piuttosto che un altro? Non ci lascia mai il Tempo e dalla nascita alla fine ,al termine della nostra esistenza, segna sistole e diastole del nostro cuore e a ben pensarci in mezzo vi è una pausa che assomiglia all’eternità. Il sogno dell’uomo è sempre stato quello di viaggiare nel tempo o di attraversare mitiche timelines e magari di sbirciare nel futuro per mitigare l’angoscia del se perduto o rilevato come incerto alle tempeste della vita. Ma parafrasando un momento di puro gioco e di eccitazione senza fine immaginiamo di essere al tavolo della roulette mentre la pallina gira ed in quel tempo sospeso prima che si fermi nella casella del numero da noi scelto ci sembra che il Tempo si sia fermato come il nostro respiro. Poi tutto riparte ed il Tempo riprende a scorrere come da sempre accade. Veniamo quindi da un Tempo ed andiamo incontro ad tempo diverso e nuovo o stiamo solo ripetendo la stessa quantità di tempo a noi assegnata? Nessuno conosce la risposta che solo nel concetto meraviglioso dell’Impermanenza trova pace e ristoro. Immaginiamo in conclusione di queste brevi considerazioni quante volte sul pianeta in questo momento qualcuno dica o pensi: Che Ora è? per comprendere che forse Noi stessi siamo Tempo e il Tempo in fin dei conti questo lo sa bene e ………..sorride battendo le mani a tempo!

Francesco Alessandro Squillino 2 marzo 2013

 

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Radiologia Interventistica

La Radiologia Interventistica Osteo-articolare  Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma.Prof. Dott.  Salvatore Masala

 La Vertebroplastica Percutanea è procedura terapeutica mini-invasiva di Radiologia Interventistica per il trattamento delle fratture vertebrali dolorose e consiste nell’iniezione in una vertebra di un cemento osseo a bassa viscosità attraverso un ago metallico appositamente configurato, introdotto sotto guida fluoroscopica. Il polimetilmetacrilato o PMMA il cemento quindi  si espanderà  all’interno del corpo vertebrale fratturato, consolidando ulteriori cedimenti e determinando una concreta riduzione del dolore. Le indicazioni fondamentali sono le fratture vertebrali dolorose per osteoporosi, le metastasi vertebrali dolorose e le fratture postraumatiche. I pazienti da sottoporre a Vertebroplastica Percutanea devono aver inevitabilmente eseguito una visita clinica e uno studio RM del rachide, indispensabile per la valutazione del grado di edema vertebrale. La Vertebroplastica percutanea viene eseguita in anestesia locale, con paziente in decubito prono, sotto guida fluoroscopica, in una sala angiografica munita di angiografo digitale. La Vertebroplastica determina una scomparsa del dolore o una significativa riduzione dello stesso in una percentuale variabile dall’ottanta  al novantacinque per cento  nei pazienti osteoporotici e dal settanta ala  al novanta per cento nei pazienti neoplastici, nei quali spesso la Vertebroplastica viene preceduta da una biopsia. La percentuale di complicanze maggiori è molto bassa del circa dell’uno per cento per fuga del cemento nel canale vertebrale o per embolia polmonare sintomatica. colpisce in media dodici abitanti ogni cento all’anno resistente ad altri trattamenti da almeno mese quanto detto è di grandissima certa  utilità. Il  Prof. Salvatore Masala  e la sua selezionata speciale  equipe tutta di Radiologia Interventistica Osteo-articolare del Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma comunica l’esistenza del portale www.colonnavertebrale.it dedicato ai trattamenti di Radiologia Interventistica del sistema muscolo-scheletrico ed in particolare della colonna vertebrale. Una vasta raccolta di informazioni ed immagini che riguardano i principali trattamenti di radiologia interventistica dedicati alla patologia osteoarticolare sono presenti nella sezione<Procedure>ed  indicate le patologie e relativi trattamenti che vengono di routine eseguiti con tecnica mininvasiva senza necessità di incisione chirurgica. Le procedure descritte vengono infatti eseguite mediante semplici iniezioni  per via percutanea, con aghi di varie dimensioni e necessitano pertanto solamente di  piccola anestesia locale. Le procedure descritte utilizzano tecniche di Radiodiagnostica Ecografia, Fluoroscopia, TAC come guida per raggiungere gli organi e tessuti da trattare.

Un  indirizzo chiaro di posta elettronica presente sul sito fornisce ausilio e chiarimenti e  descrivendo accuratamente darti anamnestici e parametri personali di stato di salute  potrete entrare in contatto telefonico diretto o via e-mail con la Radiologia Interventistica e con l’equipe del Prof. Salvatore Masala.

Dott.FKT Francesco Alessandro Squillino

Socio Ordinario A.I.F.I

 

 

Articolo Stampa sulla Radiologia Interventistica

http://www.scienze-naturali.it/medicina-salute/radiologia-interventistica-un-grande-futuro-della-medicina

Dott.FKT. Francesco Alessandro Squillino

Dott.FKT Francesco Squillino

Dott.FKT Francesco Alessandro Squillino
Socio Ordinario A.I.F.I
Lazio